img_20170216_182127I post-eat scriptfood debuttano sulle tavole dei professionisti durante una serata dedicata ad un intenso B2B wine tasting all’Hotel degli Imperatori di Roma.

Per la prima volta le nostre pagine in wafer paper, vale a dire ostia alimentare (ingredienti: acqua, fecola di patate, olio d’oliva) hanno accompagnato la degustazione di splendidi vini piemontesi.

Le cartoline “post-eat” sono state utilizzate sia per prendere appunti sui vini, con un semplice pennarello ad inchiosto alimentare, sia per leggere le schede tecniche dei vini, stampate su carta edibile, sia per sgranocchiare qualcosa di perfettamente neutro e in grado di “pulire il palato” tra un calice e l’altro.

La sorpresa dal lato produttori, capitanati dall’ottimo Simone di Sevinovà, che ha presentato un superlativo Moscato d’Asti “Vecchia Volpe”, il dolcetto e dogliani invecchiati di Bricco al cucù e la gamma di prestigio (roero e barbaresco in testa) di Massucco è stata molto apprezzata.

Commenti e incoraggiamenti a coltivare l’idea di abbinare “carta stampata che si mangia” (scriptfood) a momenti di degustazione per addetti ai lavori ci sono arrivati anche dai titolari di Living Food di Roma – i signori Caroselli e  Di Palma – e dalla CEO di Wine Not Italy di Londra, Alessandra D’Onofrio.

Che dire? Brindiamo alla nuova idea targata cr[eat]te scriptfood!

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